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Padre Angelico Federico Gazzo
La Divina Commedia tradotta in genovese
Genova, 1909

[vocali brevi] [circonflesso] [dieresi] [apostrofo] [grave] [acuto] [leggi di posizione] [dittonghi] [consonanti]


CHIAVE ORTOGRAFICA

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Vocali naturali e brevi.

  1. Si accentuano le sdrucciole, le tronche, e le piane che terminano con due vocali, e le parole finite in n: rccola, vosci, cda, fino, fan, ancn, pggio, cccio, adscio.
  2. In tali casi, l'accento acuto segna, il suono stretto di , (= u tosc.), e dell' ital.: bstica, gmmio; rddeno, perch, apggite.
  3. L'accento grave si segna sempre sulle , larghe: ste, , scrssua, bllo, stimo, r. Sull' turbato nelle sdrucciole e nelle tronche: mmio, rstego, ci.
  4. Non si accentano i monosillabi senza una ragione speciale (omofonia, vocali larghe).

Vocali lunghe o sostenute.

Si distinguono mediante l'accento circonflesso, la dieresi o l'apostrofo, e talora coll'accento grave, secondo queste norme:

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  1. Circonflesso:
    1. Sull', ne designa il suono turbato nelle piane, nelle tronche lunghe, e fuori di accento: mge, m, lo, stramo (cfr. 3).
    2. , desinenza, dell'infinito: d, fin.
    3. , , , (monosill.) pronomi di compl. oggetto: diggo, veddo, ciammo, piggio (accusativo).
    4. , , (strette) nelle sdrucciole; , anche nelle finali lunghe: zoa, ptene, rilo, scrpena, avxilo; l, am, mest; talora anche nelle piane: vxe.

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  1. Dieresi:
    1. , (str.), (largo), nelle voci verbali tronche: am(-ta), di dir, ti tu sei.
    2. , (str.), (largo), (ital.) nelle sostenute fuori di accento: pma, pten, xello, ps, afl conciar pelli) cmbn (columbinum).
    3. Anche nelle piane specialmente allungate per compenso: p(l)so, b(ra)na, (l)to, csa (caussa); fa (fabula), b(rat)to, b(ud)(l)lo.
    4. finale, sostenuto, non apocop.: du due, do dolori, lu lupi.
    5. staccato da vocale dopo c, g: g ccc-a (caccila).

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  1. Apostrofo:
    1. Oltre l'uso comune, distingue dalle desinenze verbali i nomi apocopati: con dieresi o senza: banca', morta', stra', l, f'.
    2. Distingue le preposizioni articolate: da', a', pe'e, cu'o.
    3. ', ortograficamente nelle finali dove non proprio il dittongo : tr' (tres femin.), s' (sitim).
      NB. Potrebbe servire anche per i nomi in , (cfr. 5, d).

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  1. Grave: sulle , larghe sostenute. Mancandoci un segno speciale, serve l'accento grave:
    1. sull' aperta sostenuta nelle piane e nelle sdrucciole: rba, vrsilo; e cos sull' turbato, sdrucciolo e sostenuto: rtimo.
    2. sull' aperta nelle sdrucciole soltanto, (sulle piane e le tronche : cfr. 6 a, b): strilo. (cfr. sotto 10).

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  1. Acuto: sull' (ital.)sostenuto nelle sdrucciole, per la stessa ragione (cfr. 8): scrilo (cfr. 10).

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  1. Leggi di posizione. Le sostenute di cui sopra (8, 9) bench prive di un accento proprio, sono distinguibili in virt di questa legge:
    1. Le vocali sono sostenute in sillaba tonica, anche chiusa, davanti all'r consonante: vrta, vrtilo, trto; rba, scixboa; (quindi basta l'accento grave, per designare il suono aperto).
    2. Le vocali son sostenute sotto l'accento in sillaba aperta davanti a una consonante scempia, non escluse z, x come sibilanti dolci: mezo, cido, caro, mqo, tra, fito (cito), bto, cima, ciso (clauso), srilo; mximo, battximo. (Non in xito, ixe, examme ecc. qui l'x essendo etimologico (gs)).
    3. Lo iniziale spesso largo (da au; ho, o lat.); ma per mancanza di tipo speciale, non si segna se non quando sostenuto: n, xelli, fggio.
      N.B. La sineresi di oro si suole scrivere u anzich o: tezu, mu, cu.

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  1. Dittonghi.
    1. = e larga, sostenuta.
    2. = o turbato, pure sostenuto di sua natura.
    3. ay, y, ey sono dittonghi rapidi: avaya, sey (siete), hyva (= ai, ei).
    4. w dittongo rapido (da au, atus, ator lat.): consrvw, fw, Pwlo (= u). Si conserva l'ortografia antica in oa (hac hora).

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Consonanti

  1. faucale, sia staccato dall'n dentale, inoente; sia staccato dalla vocale: camio, fia, -e. (Mancando questo tipo si supplisce con n-).
  2. S sempre aspro: csa, paras, sun.
  3. X sempre sonoro come j francese.
  4. Z sempre ronzante, e si usa anche per l's dolce: zo, pryza, prezena, aze, mza, spza, preiozo.
  5. rappresenta la cosiddetta z aspra (ts) estranea al genovese, che si pronunzia s, ss: puo, vio, straa, .
  6. K facoltativo per ch. Distingue k = qui da chi, pronome.

Padre Angelico Federico Gazzo

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