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Il Sole 24 Ore
Lunedì 23 ottobre 2006

INTERVISTA | Pecoraro Scanio

Materie da riclico volàno di crescita

di Giovanni Parente


Un'azione sinergica con gli enti locali, ma «anche un pieno coinvolgimento del mondo delle imprese e dei lavoratori». Il ministro dell' Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, indica la strada di una collaborazione a tutti i livelli istituzionali per risolvere i problemi di inquinamento da cui sono afflitte le città italiane.
Quindi ci sono margini per un lavoro comune?
Il miglioramento del trasporto pubblico locale, in particolare quello ferroviario su scala regionale e metropolitana è una prima risposta. Il ministero dell'Ambiente sta lavorando poi perché le Regioni si dotino finalmente dei piani di qualità dell'aria per ridurre le emissioni inquinanti.
Sono già previsti investimenti in questa direzione?
Abbiamo stanziato 70 milioni di euro. Questi soldi devono essere spesi per un'azione coordinata che metta insieme le risorse innovative e creative del Paese e del sistema delle imprese: dai crediti di mobilità al car sharing passando per il maggior numero di taxi disponibili, sono tutti ingredienti necessari per mettere ordine nel caos del traffico delle grandi città e ridurre l'inquinamento.
Da rapporto di Legambiente emerge però la difficoltà di alcune amministrazioni a rispondere e a comunicare sulle politiche ambientali.
Il problema è semmai che in molti luoghi si fa una comunicazione fine a se stessa e alla quale spesso non corrispondono fatti concreti. Al contrario, nelle città dove le politiche ambientali hanno avuto un maggiore e migliore impulso, la corretta comunicazione è fisiologica e parte integrate de1 processo.
Alcune aree meridiona1i confermano il loro ritardo. Basteranno i fondi della Finanziaria, ad alleggerire la situazione?
Purtroppo le disponibilità sono molto al di sotto delle reali necessità anche se nella manovra c'è un primo segnale di inversione di tendenza sull'ambiente. Per alcuni interventi, come le bonifiche, è possibile anche applicare il principio del «chi inquina paga» ottenendo risorse per effettuare i necessari interventi. Ma il contrasto può avvenire anche senza oneri, semplicemente controllando e gestendo meglio il territorio.
E per quanto riguarda le politiche sui rifiuti?
Anche a livello europeo si è riconfermato l'ordine di priorità, privilegiando la riduzione a monte, il riutilizzo e il riciclaggio dei materiali. Lo sfruttamento intelligente delle "materie seconde" può fungere da volano per un'economia ad alto valore aggiunto
Anche al Sud?
Laddove sono state applicate politiche rigorose, le percentuali di raccolta differenziata sono pari a11e aree più virtuose d'Italia. Il problema non è geografico, ma politico.
Nella manovra ci sono incentivi per i biocarburanti. È la volta buona per lo sviluppo dei combustibili "ecologici"?
Oltre a favorirne l'uso, stiamo anche pensando a promuovere i comparti produttivi coinvolti. Il nostro Paese è molto indietro nel solare e nell'eolico, e così gli incentivi anche al fotovoltaico rischiano di portare benefici economici per le aziende tedesche o spagnole. Ma con un indirizzo politico di largo respiro si può innescare un processo di sviluppo industriale creando occupazione per circa 200mila addetti.

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Rifiuti e loro smaltimento - Una delle "battaglie" del M.I.L.

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