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Inderê
Gazzetta del Lunedì Lunedì 27 ottobre 2003

E' STATA OFFICIATA AL SANTUARIO NOSTRA SIGNORA DELLA VITTORIA DA DON SANDRO CARBONE

Grande successo per la messa in lingua genovese

Nel terzo banco della chiesa, ieri mattina alle 10.30, c'era pure un milanese doc. Appassionato della lingua genovese, quando è venuto a conoscenza (attraverso internet) che al Passo dei Giovi sarebbe stata celebrata una messa in vernacolo, si è organizzato per assistere alla funzione officiata al Santuario Nostra Signora della Vittoria. Oltre al lumbard, al Passo dei Giovi c'erano altre seicento persone, che hanno riempito la chiesa, la sala conferenze (dove era stato allestito un display) e pure il piazzale davanti al Santuario. «Un successo enorme. Avevamo preparato più di cinquecento libretti con il testo in genovese, e sono andati esauriti» gongola Franco Bampi, vicepresidente de A Compagna e co-ideatore dell'iniziativa. Storica, in effetti. Mai era capitato, nella nostra regione, che una messa venisse celebrata in genovese. «Abbiamo chiesto al cardinale Tarcisio Bertone di concederci il placet a questa novità, e lui non solo ha detto "sì" ma ha pure espresso grande entusiasmo per la nostra proposta» racconta don Sandro Carbone, rettore del Santuario, officiante della funzione, co-autore dell'iniziativa e pure traduttore dei testi religiosi in genovese. In effetti, si deve aggiungere che da anni dalla chiesa situata al Passo dei Giovi era partita la richiesta alla Curia di poter celebrare la messa in genovese, ma era rimasta inesaudita.

«La traduzione -racconta don Sandro - non è avvenuta dall'italiano al genovese, bensì direttamente dall'aramaico e dall'ebraico. In questo modo si è potuta osservare una maggiore precisione». Il rettore del santuario fissa già il prossimo obiettivo. «Vorremmo tradurre la Bibbia, il Vecchio e l'Antico testamento. In questo modo potremmo officiare pure in altre occasioni la messa in genovese. Magari il 10 maggio, quando si svolgerà la festa del santuario».

«Le difficoltà che abbiamo incontrato - racconta il vicepresidente de A Compagna, che da anni si batte per il mantenimento e la valorizzazione della lingua e delle tradizioni liguri - sono state legate al fatto che nella repubblica di Genova i documenti non erano compilati in dialetto, ma in latino. E, dal settecento in poi, in lingua italiana. Dunque, per quanto riguarda i termini gergali, usati dal popolo, non è difficile trovare il vocabolo genovese, ma per quelli dotti non esiste una traduzione. Ad esempio, in genovese non esiste la parola otorino, così si deve usare medico delle orecchie. Infatti per tradurre in genovese sommo sacerdote, ho dovuto studiare per un'ora, aiutandomi con i testi di padre Angelico Gazzo, che ha tradotto la Divina Commedia in genovese nel 1909, e quelli di Martin Piaggio, poeta del sette-ottocento. In definitiva, io non mi scandalizzo quando si dice telefunin o globalisasiun, perché è ovvio che si tratta di termini moderni, ma quando esiste un vocabolo genovese, perché storpiare l'italiano?».

[march.]

Franco Bampi
vicepresidente de A
Compagna che ha
dato un appoggio
determinante per la
celebrazione della
messa in genovese
 
Oltre seicento
fedeli hanno
riempito ieri il
Santuario della
Nostra Signora
della Vittoria, in
prossimità del Passo
dei Giovi; tra i
banchi pure un
milanese

Un'iniziativa messa a punto con il circolo "A Compagna"

Il Santuario di Nostra Signora della Vittoria è eretto in un luogo storico per l'antica Repubblica di Genova. Il 10 maggio del 1625, proprio al passo del Pertuso, fu contrastata l'avanzata della armate sabaude che intendevano invadere la Repubblica. L'episodio divenne una delle concause che portarono, nel 1637, a proclamare la Madonna Regina di Genova.

La manifestazione di ieri è stata ideata pure da Dino Ottavio Frenara, vicepresidente dell'associazione A Compagna, ed è stata studiata con il Rettore del Santuario, don Sandro Carbone. Per i testi in genovese gli organizzztori dell'iniziativa hanno potuto contare sul professore Franco Bampi, anch'egli vicepresidente de A Compagna. La lettura dei testi in genovese è stata effettuata dall'attrice Maria Vietz e dal professor Bampi.

La pittrice Elena Pongiglione ha dedicato alla manifestazione uno "studio sulla Madonna della Vittoria", utilizzato per le realizzazioni grafiche e la comunicazione inerenti alla Messa Zeneize. Le ricerche storiche sono state effettuate dagli studiosi Riccardo Dellepiane e Paolo Giacomone Piana. Hanno aderito la Regione Liguria, la Provincia di Genova, la Presidenza del Consiglio Comunale di Genova, il Comune di Mignanego, l'Associazione A Compagna. I fedeli hanno potuto usufruire delle strutture di accoglienza e ristoro realizzate in occasione del Giubileo del 2000. Alla fine, ne è uscita una giornata bellissima.

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