"Caro Coletti dimettiti ma senza risse"
politica@francobampi.it
 

Home ] Su ] [ Indietro ]
Precedente ] Successiva ]
 

Il Lavoro - Repubblica Sabato 8 dicembre 2001
LA POLEMICA

Con ammirevole e condivisibile sensibilità, appena divenuto governatore, Biasotti ha attivato una legge da troppo tempo tenuta nel cassetto e mai finanziata: la legge regionale 32 del 1990 sulla conservazione del patrimonio linguistico della Liguria, la cultura ligure e le tradizioni popolari. Siedo nella commissione prevista dalla legge per nomina del Presidente Biasotti e sono stato eletto presidente della commissione stessa dai sei membri componenti. Con spiacevole stupore e vivo disappunto, leggo su «Repubblica» di oggi 7 dicembre che, intervenendo con polemica animosità nella questione Sansa Bornacin, il collega prof. Coletti annuncia le sue dimissioni dalla commissione sopra citata, dove siede per nomina del Rettore dell’Università, asserendo testualmente di ritenere «ormai disonorevole per ogni persona onesta condividere alcunché con chi sta uccidendo la libertà e la giustizia nel nostro paese». Affermazione gravissima che tira in ballo, in modo assolutamente improprio e offensivo, persone oneste come io mi vanto di essere che intendono permanere nella commissione per poter dare un proprio contributo costruttivo al rilancio della Liguria attraverso la conservazione della sua lingua, della sua cultura e delle sue tradizioni.

Prof. Franco Bampi
Presidente commissione ligure
patrimonio linguistico

Genova, 7 dicembre 2001


Il Lavoro - Repubblica Sabato 8 dicembre 2001
L'INTERVENTO

Quelle odiose accuse ai magistrati

VITTORIO COLETTI*

Il senatore Bornacin ha cercato di impedire ad Adriano Sansa di partecipare a un dibattito e, c'è da credere, proverà a far mettere sotto accusa dall'ineffabile ministro di giustizia uno degli uomini più liberi e nobili della nostra città. Non c'è, per altro, da stupirsi. Chi non è d'accordo, oggi, o si adegua o deve tacere. E' di questi giorni la notizia che membri della maggioranza stanno istituendo grotteschi tribunali telefonici per individuare professori della scuola e docenti universitari sospettabili di non condividere ideologia e cultura del presente governo (ne approfitto per autodenunciarmi, visto che non mancherò di spiegare ai miei studenti che iniziative di questo genere sono autenticamente fasciste e da fascisti). L'accusa a Sansa è particolarmente odiosa perché punta a soffocare la libertà di espressione di quello che non è solo un autorevole e impeccabile magistrato, ma un punto di riferimento civile e morale della Genova che ancora pensa e non si vergogna di farlo ad alta voce. Non si può sottovalutare il ruolo di Sansa nella cultura e nella vita civile della nostra città.

Non si può sottovalutare l'onestà intellettuale dei suoi discorsi, la passione civile di tutti i suoi atti, perfino di quello più intimo e parsimonioso di poeta.

In un momento in cui anche i migliori preferiscono tacere o minimizzano i pericoli che sta correndo lo stato liberale e democratico, il coraggio, la franchezza di Sansa sono un motivo di conforto e di speranza. Colpendo lui, a Genova, non si fa solo l'ennesimo gesto di intimidazione contro la libertà dei magistrati e contro i magistrati liberi, oggi costretti o a un vile silenzio o a subire un'aggressione politica e umana senza precedenti. Colpendo Sansa si colpisce anche la Genova della cultura, dell'università, degli intellettuali, dove Sansa da sempre opera ed è apprezzato. Per questo occorre reagire, dichiarando con forza sdegno e solidarietà e spezzando ogni legame di passiva connivenza con le forze politiche e le istituzioni nazionali e regionali che fiancheggiano questa bieca operazione di regime.

Da parte mia, poiché l'unico luogo di collaborazione con questa miserevole realtà politica è la commissione regionale sul patrimonio linguistico della Liguria e la cultura popolare (dove siedo per mandato del Rettore), mi dimetto da questo organismo, ritenendo ormai disonorevole per ogni persona onesta condividere alcunché con chi sta uccidendo la libertà e la giustizia nel nostro paese.

* ordinario di Storia della lingua italiana