Immigrati, boom di mutui
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Il Secolo XIX Mercoledì 12 dicembre 2001
 

(n. 1)

Gli extracomunitari stanno cambiando la mappa degli insediamenti abitativi. Cosa succede nel mercato immobiliare /2

Immigrati, boom di mutui

La classifica di chi acquista un appartamento

Una casa per cambiare vita, un matrimonio per guardare al futuro con occhi di speranza. La popolazione straniera a Genova, un tempo un universo fluttuante che sfuggiva a ogni controllo, sta mettendo radici con la prospettiva sempre più concreta di stabilirsi definitivamente in città e in Italia. Sono tanti i nuovi genovesi con la pelle scura e una cultura diversa chiamati a riempire i vuoti lasciati dalla crisi demografica: nelle statistiche del Comune sono 16 mila 857, il 4,4 per cento della popolazione totale, con pari diritti e doveri e tanta voglia di mettere radici. Il 33,5 per cento è originario dell'America centrale e meridionale, il 27,8 per cento dall'Africa, il 13 per cento dall'Asia.

Ma i dati più clamorosi arrivano dall'elaborazione dei dati della Carige, la prima banca ad aver istituito in città uno sportello indirizzato proprio agli immigrati, aperto in via Gramsci tra aspettative e speranze. Oggi i "vecchi" immigrati extracomunitari, superata la condizione di precarietà, dopo aver trovato un lavoro e in molti casi aver creato una famiglia, stanno comprando casa e hanno aperto mutui per oltre quaranta miliardi. Non cercano ville da sogno ma appartamenti decorosi a prezzi accessibili, nelle periferie popolari o nel cuore della città vecchia. Il mattone, il simbolo più classico della stabilità e del radicamento, oggi èanche un business che coinvolge sempre più gli stranieri, in veste di clienti per un mercato che cambia.

I recordmen degli investimenti sono i marocchini: non è un caso se i membri della più vecchia comunità arrivata a Genova, tra gli anni Settanta e Ottanta, oggi sono in testa alla classifica di chi ha acceso un mutuo per comprare casa: a loro nome sono aperte alla Carige ben 56 pratiche, per un totale di cinque miliardi e mezzo di lire stanziate dalla banca a titolo di prestito per l'acquisto di una casa. Seguono Jugoslavia, Egitto e Argentina. Ma anche le colf dell'Ecuador hanno raggiunto in alcuni casi la stabilità sufficiente a fare il grande passo: sono ben 21 le pratiche di mutuo accese da cittadini ecuadoriani, in gran parte donne, per un importo di due miliardi e 406 milioni. Altrettante, anche se per un importo di "soli" un miliardo e 700 milioni, sono le richieste presentate da peruviani.

I Paesi dell'Est sono ancora distanti. Venti mutui concessi a cittadini dell'Estonia, venti a rappresentanti della comunità albanese, una delle più consistenti per presenze regolari ma anche quella che conta probabilmente il maggior numero di clandestini. Discorso analogo per i rumeni: per nove che ce l'hanno fatta e oggi stanno comprando un appartamento, molti di più sono i disperati fermi ai semafori a chiedere l'elemosina, senza nome, senza passato né futuro.

Chi non può comprare ma vive "da italiano" ormai da molti anni, la speranza è un appartamento popolare in affitto. Gli stranieri sono ormai il dieci per cento degli iscritti alle liste d'attesa per una casa al Cep o a Begato. Possono rientrare negli elenchi quei soggetti titolari di un regolare contratto d'affitto ai quali i proprietari hanno imposto lo sfratto: una condizione, paradossalmente, di privilegio che riguarda pochi fortunati della prima immigrazione.

Il passo successivo alla casa è la famiglia. Sono più di cinquecento i bambini nati a Genova da mamme straniere nel corso degli anni Novanta, mentre è in crescita costante il numero dei matrimoni "misti" celebrati in chiesa o in Comune. Una circostanza inevitabile: solo la comunità regolare ecuadoriana registra un numero di presenze "in rosa" doppio di quello degli uomini, per il 60 per cento sono giovani donne tra i diciotto e i quarant'anni di età. Allora ecco che il sogno raddoppia e si fa realtà concreta: una casa e una famiglia per costruire il futuro in Italia.

Bruno Viani
fine

Comprare una casa: è anche il sogno degli extracomunitari. E molti lo stanno coronando

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