La mappa dello spaccio
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Il Secolo XIX Martedì 25 settembre 2001

NEI VICOLI

Ogni strada della città vecchia ha padroni ben precisi, ogni sconfinamento può provocare guerre e tensioni. Tutto si gioca in un intrico di alleanze e rivalità, dopo che i vecchi "napoletani", poco propensi a sporcarsi le mani col commercio della droga, sono stati sostituiti prima dalle nuove generazioni di italiani, poi dai nuovi arrivati maghrebini, oggi anche latino-americani.

La zona della Commenda e di salita San Paolo è terra dei marocchini, il commercio è quasi esclusivamente di droghe tradizionali, eroina e sempre più spesso cocaina. In via Pré sono marocchini e tunisini a dividersi gli angoli dello spaccio, mentre tra la Maddalena e le Vigne il predominio è ancora dei marocchini.

I nuovi arrivati, i sudamericani, hanno trovato spazio nei vicoli cantati da FabrizioDe André, via del Campo e vico Untoria, dove abitava la graziosa della ballata più celebre del cantautore.

«Fino a poco tempo fa - dicono alla Squadra mobile - le donne delle comunità latino-americane lavoravano in nero come colf, gli uomini erano pochi e si facevano notare al massimo per qualche rissa e per qualche bicchiere di troppo. Oggi abbiamo individuato un nucleo di spacciatori anche tra queste comunità».

La mappa elaborata dalla questura prosegue con la zona tra San Donato e San Bernardo, luogo deputato allo spaccio del "fumo" e delle droghe leggere. Più tranquilla la zona ai margini del Porto antico: qualche episodio viene registrato in via Turati, sotto i portici.

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